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Le incredule confidenze di un Timorasso
contenute in questa pagina sono state raccolte da Nicola
Piccinini e raccontano di un sogno realizzatosi grazie alla
passione e al lavoro di un coraggioso gruppo di vignaioli.
Con il crescere della qualità è aumentata
anche l'attenzione, sia degli esperti che dei semplici appassionati,
fino a raggiungere il premio più ambito, quei TRE
BICCHIERI che la guida dei vini d'Italia assegna soltanto
alle superstar.
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Le confessioni di un nuovo vincente
Sono certo che il 2006 sia un anno fantastico, ormai
non ho più dubbi e non è solo perché
l'Italia ha vinto il Campionato del Mondo...
Ne sono sicuro perché ciò che mi è
accaduto ha davvero dell'incredibile. Si, perché
ormai non credevo più di riuscire a raggiungere
un traguardo così prestigioso. Eppure tanti
anni fa ero il migliore, il più presente,
il più importante. E poi invece anni e anni
in cui le nuove leve, il nuovo che avanza, mi hanno
portato lentamente verso l'oblio. Un po' come quei
cantautori talentuosi che escono con un disco che
spopola e poi tutti pian piano si dimenticano di
Lui. A quel punto, solo la lungimiranza di qualche
produttore che sa riconoscere la stoffa del campione
riesce a riportarlo alle luci della ribalta. A me
è successo proprio questo, anche se il produttore
in questione non si occupa di musica, ma di vino.
Come non capite? Ah, è vero non mi sono presentato;
sono il Timorasso.
Per chi non mi conoscesse sono un vitigno cosiddetto
autoctono. Pare voglia dire che cresco solo nel
mio territorio, che nello specifico e quello del
Tortonese. E come vi dicevo prima ero completamente
scomparso dopo che invece ero stato il vitigno più
coltivato della zona, ma la filossera e vitigni
più produttivi e meno difficili da coltivare
e vinificare mi avevano relegato ad un ruolo di
semplice comparsa.
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Poi grazie a Walter
Massa e ad un manipolo di "vignaioli coraggiosi"
sono tornato ad occupare un posticino rilevante nel
panorama viticolo territoriale. Man mano che il tempo
passava la qualità cresceva, di pari passo
con l'attenzione che esperti ed appassionati mi dedicavano.
Ne abbiamo fatta di strada insieme e finalmente, dopo
tanti sacrifici, è arrivato anche il giusto
premio. Il maggior riconoscimento che l'enologia nazionale
assegna: i TRE BICHIERI della Guida Dei Vini d'Italia.
Sarà perché sono timido, ma un exploit
così proprio non me l'aspettavo. Pensate che
fino ad ora solo un vino del territorio aveva conseguito
questo ambitissimo riconoscimento. Ed era una barbera
!!!
Ed io, in un sol colpo ho conquistato per due volte,
e con due produttori diversi (Massa e Mariotto ndr),
questo premio che nessun altro in provincia ha conquistato.
Se non fosse che sono un vitigno a bacca bianca mi
verrebbe da arrossire, ma credo proprio non sia il
caso; anche se molti mi considerano il bianco che
più assomiglia ad un vino rosso.
Mi hanno ricordato che in questi casi bisogna ringraziare
tutti coloro che hanno contribuito al raggiungimento
di questo risultato, ma io voglio solo ricordare quei
contadini che tanto amorevolmente mi hanno dedicato
un sacco di attenzioni e che così hanno contribuito,
con uno splendido gioco d'insieme a conquistare questo
traguardo, augurandomi sia solo il primo di una lunga
serie. Vorrei esprimere gratitudine proprio a tutti
quanti, non solo a quelli che hanno ricevuto il premio,
ma a tutti quelli che hanno saputo credere in un sogno
che una volta tanto si è realizzato. |
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